Buone notizie per i Celiaci!

Navigando nella rete ho riscontrato un interessante articolo apparso sul sito dell’ AiC (Associazione Italiana Celiachia) a propostito del Balsamico. Una delle domande più frequenti che infatti mi vengono poste dai consumatori riguarda l’idoneità o meno dell’Aceto Balsamico nell’alimentazione dei soggetti celiaci. Ebbene, secondo gli studi dell’AiC, non vi sarebbe alcun rischio! Risulta invece più spinosa la questione per gli aceti aromatizzati. Nell’articolo si legge:

“Nella preparazione degli aceti aromatizzati e dei condimenti balsamici è previsto il possibile utilizzo di sostanze complesse (additivi, aromi, coadiuvanti, coloranti), la cui composizione e conseguente eventuale idoneità al celiaco richiedono valutazioni specifiche: pertanto l’idoneità al consumo dovrà essere accertata. Questo non vale per l’aceto balsamico tradizionale DOP di Modena, l’aceto balsamico tradizionale DOP di Reggio Emilia e l’aceto balsamico di Modena IGP. Infatti, affinché un prodotto sia DOP o IGP, non solo le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un’area geografica delimitata, ma il produttore deve attenersi a rigide regole stabilite nel disciplinare di produzione; il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.
L’AiC ha analizzato i disciplinari di produzione di queste tipologie di prodotto rilevando che né per ingredientistica né per processo produttivo sussiste il rischio di presenza o di contaminazioni accidentali da glutine.
Pertanto l’aceto balsamico tradizionale DOP di Modena, l’aceto balsamico tradizionale DOP di Reggio Emilia e l’aceto balsamico di Modena IGP possono essere consumati con tranquillità dai celiaci.”

Bhè che dire, una buona notizia per la gioia di quanti devono fare i conti col glutine!

Dati pubblicati sul sitoufficiale dell’AiC: www.celiachia.it

Simone Tintori

Quando “Biologico” diventa un’arma a doppio taglio: qualità o tutela?

NEWS BIOLOGICO: Ancora una volta dobbiamo ringraziare i nostri legislatori che, attuando il tanto atteso Regolamento EU 203/2012 sul Vino Biologico, escludono nel Decreto Ministeriale (DM n. 15992, del 12 Luglio 2012) la possibilità di definire un Aceto Balsamico di qualità “prodotto con uve da agricoltura Biologica” come Aceto Balsamico Biologico! Vi siete persi nel ragionamento??

SPIEGAZIONE: …

Tanto semplice quanto folle: se il mosto d’uva Bio viene cotto sopra i 70°C non può essere più definito Bio… Peccato che i nostri nonni ci hanno insegnato che il mosto si cuoce sopra i 70°C!!!!

Se invece usate mosto cotto concentrato (MC) o mosto rettificato (MCR), per intenderci prodotti industriali, allora rientrate nelle linee del Regolamento e il vosto Aceto Balsamico potrà essere chiamato Bio a tutti gli effetti.

RISULTATO:

Allo stato attuale delle cose, ancora una volta si tutela più la quantità industriale che la qualità artigianale.

Il consumatore che interrogherà i prodotto sullo scaffale, cercherà quindi il “mitico” logo europeo del Bio (la foglia verde per intenderci), confidando in una maggiore tutela e garanzia di qualità. Ma sarà davvero tutelata questa qualità, o sarà semplicemente incappato nell’ennemisa falsa tutela agroalimentare?

Come sempre quello che manca è una corretta e limpida informazione e formazione del consumatore.

Simone Tintori