Quando “Biologico” diventa un’arma a doppio taglio: qualità o tutela?

NEWS BIOLOGICO: Ancora una volta dobbiamo ringraziare i nostri legislatori che, attuando il tanto atteso Regolamento EU 203/2012 sul Vino Biologico, escludono nel Decreto Ministeriale (DM n. 15992, del 12 Luglio 2012) la possibilità di definire un Aceto Balsamico di qualità “prodotto con uve da agricoltura Biologica” come Aceto Balsamico Biologico! Vi siete persi nel ragionamento??

SPIEGAZIONE: …

Tanto semplice quanto folle: se il mosto d’uva Bio viene cotto sopra i 70°C non può essere più definito Bio… Peccato che i nostri nonni ci hanno insegnato che il mosto si cuoce sopra i 70°C!!!!

Se invece usate mosto cotto concentrato (MC) o mosto rettificato (MCR), per intenderci prodotti industriali, allora rientrate nelle linee del Regolamento e il vosto Aceto Balsamico potrà essere chiamato Bio a tutti gli effetti.

RISULTATO:

Allo stato attuale delle cose, ancora una volta si tutela più la quantità industriale che la qualità artigianale.

Il consumatore che interrogherà i prodotto sullo scaffale, cercherà quindi il “mitico” logo europeo del Bio (la foglia verde per intenderci), confidando in una maggiore tutela e garanzia di qualità. Ma sarà davvero tutelata questa qualità, o sarà semplicemente incappato nell’ennemisa falsa tutela agroalimentare?

Come sempre quello che manca è una corretta e limpida informazione e formazione del consumatore.

Simone Tintori