Castelvetro di Modena entra tra i Borghi più belli d’Italia

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Scopri Castelvetro di Modena, il borgo medievale tra torri, vigneti, Lambrusco e Aceto Balsamico, oggi tra i Borghi più belli d’Italia.
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Castelvetro di Modena è entrato ufficialmente a far parte de I Borghi più belli d’Italia, il circuito che riunisce e valorizza alcuni dei piccoli centri storici più affascinanti del Paese. L’ammissione, annunciata nel dicembre 2025, rappresenta un riconoscimento importante per un territorio che da tempo investe nella tutela del proprio patrimonio, nell’accoglienza e nella promozione delle eccellenze locali.

Per noi de La Vecchia Dispensa questa notizia ha un significato particolare. È proprio nel centro storico di Castelvetro, tra le antiche torri e la celebre Piazza della Dama, che custodiamo le nostre botti e portiamo avanti la produzione dell’Aceto Balsamico di Modena. Ogni giorno vediamo visitatori arrivare da diverse parti d’Italia e del mondo, iniziare una passeggiata tra le vie del borgo e lasciarsi conquistare lentamente dal paesaggio, dai sapori e dal ritmo di questo luogo.

L’ingresso di Castelvetro tra i Borghi più belli d’Italia non premia soltanto la sua immagine da cartolina. Riconosce il valore di una comunità, di un centro storico vissuto e di un legame ancora forte tra architettura, paesaggio collinare e cultura gastronomica. È un invito a scoprire Castelvetro con calma, magari inserendolo in un weekend a Modena e dintorni, lasciandosi guidare da ciò che rende questo borgo profondamente modenese.

Cosa significa entrare nel circuito dei Borghi più belli d’Italia

“I Borghi più belli d’Italia” non è una semplice classifica turistica. L’associazione, nata nel 2002 su impulso dell’ANCI, ha l’obiettivo di tutelare, promuovere e sviluppare i piccoli centri italiani che possiedono un patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico di particolare valore.

Castelvetro di Modena tra i nuovi borghi ammessi nel circuito I Borghi più belli d’Italia

L’ammissione avviene attraverso un processo di valutazione che considera diversi aspetti del borgo: la conservazione degli edifici storici, la qualità degli spazi pubblici, la tutela del paesaggio, i servizi rivolti ai residenti e ai visitatori, l’accessibilità e la capacità del territorio di valorizzare la propria identità. Tra i requisiti di base rientrano anche la presenza significativa di edifici storici e dimensioni demografiche compatibili con il carattere di piccolo centro.

Nel dicembre 2025 Castelvetro è stato uno dei sette nuovi borghi valutati positivamente e ammessi nel circuito, che ha così raggiunto 382 località. Si tratta del risultato di un percorso iniziato con la candidatura ufficiale e proseguito attraverso verifiche dedicate al patrimonio, all’accoglienza e alla qualità complessiva dell’esperienza offerta.

Questo riconoscimento si aggiunge alla Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, già assegnata a Castelvetro per la qualità turistico-ambientale, e alla sua presenza tra le Città del Vino. Tre identità che raccontano bene il carattere del territorio: un luogo in cui la bellezza architettonica non è separata dal paesaggio agricolo, dalla produzione vinicola e dalla cultura gastronomica.

Entrare nel circuito significa anche assumere un impegno per il futuro. Il patrimonio storico deve continuare a essere protetto, gli spazi devono rimanere vivi e l’arrivo di nuovi visitatori deve tradursi in un turismo rispettoso della comunità.

La vera forza di Castelvetro è proprio quella di essere un borgo autentico e non una scenografia costruita per chi arriva da fuori. Un’autenticità che può essere scoperta visitando le sue strade, incontrando chi vi lavora e scegliendo esperienze capaci di raccontare il territorio, come una visita all’acetaia nel borgo di Castelvetro.

Perché Castelvetro è uno dei Borghi più belli d’Italia

Castelvetro di Modena si trova a circa 18 chilometri a sud di Modena, sulle prime colline dell’Appennino. Avvicinandosi al paese, il centro storico appare circondato da vigneti e da un paesaggio agricolo ordinato, nel quale si produce anche il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP. È una posizione privilegiata, vicina alle principali città dell’Emilia ma già immersa in un’atmosfera più raccolta.

Il cuore del borgo è Piazza Roma, conosciuta soprattutto come Piazza della Dama per la caratteristica pavimentazione a scacchiera bianca e nera. Lo spazio si apre verso il paesaggio e offre una vista che arriva fino alla pianura modenese. Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici più riconoscibili di Castelvetro: il Palazzo Municipale, Palazzo Rinaldi, la Torre dell’Orologio e la Torre delle Prigioni.

La Torre dell’Orologio, risalente nelle sue origini al XIII secolo, è una delle testimonianze rimaste dell’antica struttura fortificata del castello. Sul lato opposto della piazza si trova la Torre delle Prigioni, costruita interamente in laterizio e riconoscibile per la sua forma solida e compatta. Insieme delimitano una piazza insolita, elegante ma non monumentale, capace di conservare un’atmosfera intima.

La bellezza di Castelvetro, però, non si concentra in un solo punto. Prosegue lungo le strade lastricate, negli scorci tra le case, nei piccoli cortili e nelle facciate che mostrano ancora il passaggio dei secoli. È un borgo che invita a camminare senza un itinerario troppo rigido, alternando la visita agli edifici storici a una sosta nelle botteghe.

Intorno al centro si estende un paesaggio di vigneti, sentieri e strade collinari, adatto anche a passeggiate e percorsi in bicicletta. Il rapporto tra il nucleo medievale e la campagna circostante è una delle ragioni per cui Castelvetro mantiene una personalità così riconoscibile: qui il paesaggio non fa semplicemente da sfondo, ma partecipa alla vita del paese e alla produzione delle sue eccellenze. Le stagioni, le escursioni termiche e le caratteristiche del territorio hanno un ruolo centrale anche nella produzione dell’Aceto Balsamico, come abbiamo raccontato nell’approfondimento dedicato al microclima emiliano e all’Aceto Balsamico di Modena.

Castelvetro da assaporare: vino, cucina modenese e Aceto Balsamico

Per conoscere davvero Castelvetro non basta osservarne le torri e fotografare la scacchiera di Piazza Roma. Una parte essenziale dell’identità del borgo si scopre a tavola, attraverso prodotti che raccontano il clima, l’agricoltura e le abitudini delle famiglie modenesi.

Il territorio è conosciuto soprattutto per il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP, un vino dal colore intenso e dalla piacevole vivacità, tradizionalmente abbinato ai piatti della cucina emiliana. Nei ristoranti e nelle trattorie locali accompagna salumi, formaggi, pasta fresca, carni e preparazioni dal gusto deciso. Il vino, tuttavia, è soltanto una delle espressioni di questa cultura gastronomica.

Le stesse uve del territorio hanno un ruolo importante nella produzione dell’Aceto Balsamico. Lambrusco e Trebbiano contribuiscono a definirne dolcezza, acidità e profilo aromatico, insieme alle altre varietà consentite dai disciplinari. Per comprendere meglio il rapporto tra vigneti e prodotto finale è possibile approfondire l’argomento con il nostro articolo su quali uve vengono utilizzate per fare l’Aceto Balsamico di Modena.

La visita a un'acetaia permette di conoscere più da vicino la tradizione del balsamico e il legame tra questo prodotto e il territorio di Castelvetro di Modena.

Castelvetro è infatti profondamente legato all’Aceto Balsamico di Modena, che nasce dalla lavorazione dell’uva e da una paziente maturazione nelle botti. Le acetaie fanno parte della storia familiare di queste colline: spesso si trovano nei sottotetti, dove il caldo estivo e il freddo invernale accompagnano naturalmente l’evoluzione del prodotto. Non è un caso che questa eccellenza sia nata proprio qui: il legame tra ambiente, materie prime e sapere artigianale aiuta a capire perché l’Aceto Balsamico si produce a Modena.

La Vecchia Dispensa è nata e cresciuta in questo contesto. La nostra acetaia si trova nel cuore del borgo, all’interno di una torre medievale affacciata su Piazza Roma. Qui custodiamo le batterie di botti nelle quali maturano i nostri prodotti, seguendo un sapere tramandato nel tempo e mantenendo un legame quotidiano con Castelvetro.

Durante la visita è possibile conoscere le differenze tra Aceto Balsamico di Modena IGP, Condimenti Balsamici e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Se desideri arrivare preparato all’esperienza, puoi leggere la nostra guida sulle differenze tra Aceto Balsamico IGP e DOP, utile per riconoscere caratteristiche, metodi produttivi e utilizzi delle due tipologie.

Visitare uno dei Borghi più belli d’Italia attraverso i suoi sapori

L’ingresso di Castelvetro nel circuito de I Borghi più belli d’Italia offre una ragione in più per organizzare una visita, ma il modo migliore per scoprirlo rimane quello di concedergli tempo. Una passeggiata nel centro storico, uno sguardo sulla pianura da Piazza della Dama, un calice di Lambrusco e una degustazione di Aceto Balsamico possono trasformare una semplice tappa in un’esperienza completa.

Ti aspettiamo nel cuore di Castelvetro per raccontarti da vicino il nostro lavoro. La visita a La Vecchia Dispensa parte dalla bottega, prosegue nella torre medievale che ospita le batterie di botti e si conclude con una degustazione guidata. Potrai osservare come le varie tipologie di Aceto Balsamico cambiano densità, profumi, acidità e persistenza e imparare a riconoscere il prodotto più vicino ai tuoi gusti, oltre a scoprire come assaggiare e abbinare correttamente l’Aceto Balsamico.

La nostra bottega si trova in Via Bartolomeo Cavedoni 1, a pochi passi da Piazza Roma. Puoi inserirla facilmente all’interno di un itinerario dedicato al centro storico oppure prenotare un tour in acetaia per vivere Castelvetro attraverso uno dei suoi prodotti più rappresentativi.

Oggi Castelvetro è ufficialmente uno dei Borghi più belli d’Italia. Per noi lo è sempre stato: non soltanto per le torri e le colline, ma per le persone, i profumi e i gesti che continuano a dare vita alla sua storia.

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